Nazario Tartaglione si racconta in una breve intervista.

Proponiamo a seguire una breve intervista al giovane e
promettente cantautore Nazario Tartaglione cha ha al suo
attivo già due raccolte di brani in dialetto sanseverese.
Conosciamolo insieme. Vi stupirà!
Siamo quest’oggi
con Nazario Tartaglione autore del Canzoniere di San Severo,
a cui chiediamo subito come nasce l’idea di realizzare il
Canzoniere, questa raccolta di brani in dialetto sanseverese.
Nasce dal piacere di scrivere in dialetto, di riscoprire il
dialetto come potente veicolo emotivo e come ottimo materiale
artistico e creativo.
Per lei che senso ha scrivere canzoni in dialetto?
E' una scrittura magica, piena di poesia, che è difficile
ritrovare nell’italiano.
Al largo consenso di pubblico del primo canzoniere è seguito il
secondo volume del progetto dialettale. Quali le differenze tra le
due raccolte?
Il secondo volume prosegue il percorso, nell’obiettivo di creare
un repertorio di canzoni originali sanseveresi, capaci di confluire
nella tradizione mediterranea.
Ci sarà posto per un terzo canzoniere?
E' già in scrittura.
Nel secondo volume troviamo una canzone, Andrea, dedicata ad Andrea
Pazienza, scritta completamente in italiano. Perché questa scelta?
Non poteva scriverla in dialetto?
L’immaginario e le suggestioni da cui è nata questa canzone
non passavano per il dialetto.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Continuare ad esprimermi artisticamente, in più linguaggi
possibili.
Ricordiamo, infine, che il Canzoniere di San Severo è anche on line
al sito
www.ilcanzonieredisansevero.it:
qui è possibile ascoltare e scaricare i brani, gratuitamente?
Sì, è possibile visitare il sito dove troverete tutte le
informazioni e gli approfondimenti del progetto canzoniere, oltre ai
brani e ai video.
grazie per questo incontro e complimenti.
grazie ai voi.
Potrete conoscere meglio la produzione di Nazario Tartaglione su
radiotvfortore, dove stiamo trasmettendo alcuni dei suoi brani
tratti da
Il Canzoniere
di San Severo Vol.2.
Intervista di Alessandro Nardelli, Direttore di
DauniaNews.it
“IL CANZONIERE DI SAN SEVERO:
TRA MEMORIA E TRADIZIONE”
Luigi Violano
Col termine “Canzoniere” che il cantautore sanseverese Nazario Tartaglione ha inteso dare al suo lavoro musicale, si comprende subito che quella della costruzione della tradizione è la strada che vuole seguire. Come il Petrarca, egli desidera, ripercorrendo il tempo umano, mettere ordine, ricompattare “frammenti” della sua anima che avverte e vive la storia nella dimensione metafisica, capace di ripulire le imperfezioni della materia terrena sottomessa al fluire continuo del tempo. Il legame con la tradizione, si fa più forte quando si aggiunge al “Canzoniere” il connotato tipico della sua terra natale:San Severo, stralcio dell’ Alto Tavoliere pugliese del quale vuole valorizzare il dialetto, sua più importante matrice e radice. Uno strumento, apparentemente, rude, inutile, umile che lui innalza, come l’Alighieri del”De Vulgari Eloquentia”, a lingua letteraria e musicale. Investigando su di esso, l’Autore ne scopre l’importanza, le infinite sfaccettature linguistiche e combinazioni sonore. Il suo vernacolo è elegante. Non un vestito smesso che, dopo molto tempo, si vuole reindossare ma una parola musicale rinnovata, reinventata ex novo che, senza allontanarsi dalla tradizione, aderisce perfettamente alla realtà cittadina. Anche i suoni che corredano i testi dei 39 brani originali componenti i due volumi de”Il Canzoniere di San Severo”, sono rievocazioni onomatopeiche dei tempi andati che, ritornano all’oggi tramite la memoria. Tartaglione, è capace d’osservare attentamente ciò che gli “vibra intorno”, dandogli vita nuova, cuore, musica, condividendo col mondo il “pane” dei suoi sentimenti più profondi. Così, il colloquio intimo con sè’ stesso, diventa dialogo universale, identità dell’uomo singolo coi suoi simili. A differenza del primo, nel secondo volume, il Nostro, s’immerge molto più in fondo alla sua anima, fino ad arrivare alle origini umane, quando la lingua aveva suoni disarticolati per comunicare. (Sciamano). Il cantautore desidera”Che la cultura popolare non accolga decadenze”(L’ignorantità), poiché”Ha conservato mestieri, sentimenti, valori sani”. L’ignoranza non risiede nell’impossibilità d’acculturarsi ma nella falsa saggezza dei dotti, ineducati ed incapaci di cambiare il paese, quel”Sud dolente, spiacente”, da sempre immutato. Rovesciando la medaglia, però, esalta il Barocco sanseverese, i suoi monumenti caratteristici (piazze, chiese, campanili), la città sopravvissuta al terremoto del ‘627, quella che diede i natali al noto fumettista Andrea Pazienza, di cui ne fotografa “Gli occhi grandi, rossi di sogni”(Andrea – realizzata in italiano) che, vive”agli angoli del cielo, che “chiede””Un foglio di carta ed una matita” per disegnare il mondo sotto l’egida del suo estro artistico. Significativa l’antitesi guerra – pace. La colomba bianca vola ma non è felice perché la guerra, ovunque passa, semina la morte simboleggiata dal vento che non torna (Pass u vende”). La guerra “Adda passà”, n’è sicuro Tartaglione che, tradizionalista com’è, traccia sul brano”Palummella janghe” una marcata linea del rimmel de gregoriano. Ancora vivi nella mente, in ”Funtanella funtane”, i ricordi d’infanzia e giovinezza dell’anziano protagonista che dialoga con una fontana sotto i cui occhi son passati tempo e storia umana. Il secondo”Canzoniere”, rinnovato nei generi musicali: sonorità americane, folk medioevale, atmosfere cortigiane, pop, etno pop, lounge, composizioni strumentali meditative, contiene brani nuovi scritti dal cantautore, tutti inediti ma accoglie anche canzoni già contenute in altre raccolte: “Tribù” (dall’onomima raccolta 2004) e quelli in italiano”Nomade Mediterraneo” e”Sud Dolente” (”Nomade Mediterraneo” 2006). Spessa la vena d’ironia:”O frichete ‘ngule”,”Carmele ‘a racchije” con l’aggiunta, in apertura, di “Kazoo”, brano realizzato con l’omonimo strumento musicale. Accattivanti anche le ninne nanne rimarcanti la sensibilità dell’Autore (”A chi lu vo’”: rivolgendosi”A chi vulesse cantà”, lo invita a cantare con lui”Che nu file de voce” e”Li rose e ‘i jurne”: il bambino non deve vedere giorni senza sole). L’opera, targata”Mediterranea Autori” ed interamente realizzata dal cantautore, è inscritta nell’ universo armonico ( stelle, rose, luna, ecc..) ed irrobustisce il repertorio musicale dialettale sanseverese, precedentemente inesistente. Per info sul progetto: www.ilcanzonieredisansevero.it.
Luigi Violano
La Gazzetta del Mezzogiorno del 23-09-09













Si
è tenuta Mercoledì 10 febbraio 2010 presso la sede dell'UNPSCM di San Severo,



