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Intervistando
Rubrica di approfondimento e cultura
a cura di Nazario Tartaglione
Nick La Rocca.

L'italoamericano riconosciuto autore
del primo disco jazz della storia.
di Nazario Tartaglione
Nato
nei primi anni del
XX secolo
nelle comunità afro-americane del sud degli
Stati Uniti,
accogliendo tradizioni musicali
africane
ed
europee
e distinguendosi per l’uso intenso di
improvvisazione,
del ritmo
swing
e delle blue
note, il jazz vede tra i suoi storici
esponenti un italoamericano di origini siciliane, al secolo Nick La Rocca, una
vera e propria leggenda. Figlio
di emigranti italiani, arrivati a New Orleans nei primi del ‘900, Nick deve la
sua fama all’attività pionieristica di musicista ed alla sua tromba. Attratto
dallo strumento sin da piccolo, seguendo le orme del padre, calzolaio e
trombettista in street bands del posto, Nick si rifugiava spesso in locali della
periferia per suonare e sfuggire ai rimproveri del genitore che lo voleva
dottore perché “la musica non da da mangiare”, e che arrivò a rompere lo
strumento più volte, tanto che un giorno, il piccolo, per suonare liberamente,
si rifugiò nel gabinetto di un cortile. Qui incominciò a strimpellare le sue
prime note soffiate, provocando accese proteste dei vicini che, esasperati,
inondarono il gabbiotto facendo passare da una finestrella il tubo dell’acqua.
Fu infatti solo dopo la morte del padre, avvenuta nel 1904, che Nick potè dedicarsi pienamente allo studio della musica, suonando, dal
1910 al 1916, nella banda di Papa Jack Laine (sinonimo di George Vitale). Ma
Nick non era ricco e doveva anche lavorare, così allo studio dello strumento
affiancava l’attività di elettricista e di altri lavori artigianali, spesso con
vere e proprie maratone, al fine di liberarsi e avere i soldi sufficienti per
proseguire nel suo sogno e migliorare, divenendo, intorno ai
17 anni, l’idolo dei matrimoni e delle cerimonie del suo quartiere, che senza
la sua tromba non si svolgevano. Ma La Rocca stava cercando la sua strada e
sentiva che quella musica non lo rappresentava fino in fondo, così ascoltava
di tutto, scrutando i musicisti che incontrava e rimanendo folgorato dal sound
di una street band nera, che sfilò per le vie della città una domenica mattina,
comprendendo finalmente che era quella la sua musica, magica e dolente di blue
note! Iniziò allora a cercare una formazione adatta a quel sound che l’aveva
toccato incendiandogli il cuore, e che voleva riprodurre a tutti i costi,
continuando a cambiare musicisti alla ricerca di qualcosa che non sapeva ancora
spiegare bene, ma che sentiva battere dentro. Scoprì allora che bastava ridurre
i nomi di una brass band per avere i suoni giusti, quelli agili e
irraggiungibili della band nera che un giorno aveva sfilato nei suoi occhi e
sulla sua anima. Formò così un nuovo gruppo e venne scritturato per la
pubblicità di un incontro di boxe fra un pugile locale e un campione di
newyorkese, per cui dovrà girare su carro tirato da cavalli tra le strade di
New Orleans. Fu quella la sua svolta. Fra il pubblico c’era infatti Harry J.
James, che apprezzando il suo virtuosismo e la sua creatività
porterà la band nel suo locale di Chicago, battezzandola "Original Dixieland
Jass Band". Era il
3 marzo
1916
e i ragazzi andavano forte, il loro cachè
aumentava e insieme le offerte di lavoro. Giunsero così a New York, in un
locale italoamericano di Manhattan. Da qui altri successi e la
registrazione il
26 febbraio
1917
del brano
Livery Stable Blues,
il primo disco inciso nella storia del
genere per cui si attribuisce a Nick La rocca e alla sua Original
Dixieland Jass Band, composta da soli bianchi,
il titolo di "inventori del jazz"! Il
successo fu immediato. La band vendette un milione di dischi e aprì la via ad
una serie di trionfi, che valse ai nostri eroi una turnè in Inghilterra e
persino l'invito alla corte reale. Però fra Nick e gli altri non correva buon
sangue e molto spesso i locali erano teatro di risse furibonde, così nei
primi anni '20, al culmine del successo, il gruppo si sciolse e La Rocca
tornò a New Orleans per lasciare la musica e darsi all’edilizia.
Trascorsero molti anni e il jazz continuò a
vibrare nelle vene dell’italoamericano, che nel 1936 richiamò i suoi musicisti
e tornò ad esibirsi e ad incidere dischi, fino al 1938, anno in cui ancora una
volta il gruppo si sciolse. Questa volta per sempre. Sono trascorsi novant’anni
dalla prima incisione nella storia del jazz, da allora il genere si è evoluto, aprendosi a nuove scuole e a nuovi
musicisti, in una gran varietà di stili e sottogeneri, dal
dixieland
di
New Orleans
dei primi anni, allo
swing
delle
big bands
negli
anni trenta
e
quaranta,
dal
bebop
della seconda metà degli
anni quaranta,
al
cool jazz
e al
hard bop
degli
anni cinquanta,
dal
free jazz
degli
anni sessanta
alla
fusion
degli
anni settanta,
fino alle contaminazioni con il
funk
e l'hip
hop dei decenni successivi, ma
in ogni parte del mondo non c’è
orchestra dixieland che ancora oggi non suoni pezzi come “Tiger Rag”, “At the
Jazz Band Ball”, “Fidgety Feet”, “Original Dixieland One Step”, “Clarinet
Marmalade”, “Sensation Rag”… tutti nati alla fine degli anni ’10, dalla tromba
del leggendario italoamericano Nick La Rocca.
Focus
Nato agli inizi del XX secolo nelle comunità afro-americane del sud dell’America, il jazz vede tra i suoi storici esponenti un italoamericano di origini siciliane, al secolo Nick La Rocca. Attratto dalla tromba sin da piccolo, seguendo le orme del padre, calzolaio e musicista in street bands locali, Nick suonò, dal 1910 al 1916, nella banda di Papa Jack Laine (sinonimo di George Vitale), divenendo, intorno ai 17 anni, l’idolo dei matrimoni e delle cerimonie del suo quartiere. Folgorato dal sound di una street band nera, ne formò una simile e venne scritturato per la pubblicità di un incontro di boxe. Fra il pubblico c’era Harry J. James, che porterà la band a Chicago, battezzandola "Original Dixieland Jass Band". Giunse così a New York. Da qui altri successi e la registrazione il 26 febbraio 1917 del brano Livery Stable Blues, il primo disco inciso nella storia del genere, per cui si attribuisce a Nick La rocca e alla sua Original Dixieland Jass Band, composta da soli bianchi, il titolo di "inventori del jazz"! Ma anche il nome si deve a loro. Infatti cancellando la "J" della parola "Jass" dai manifesti si otteneva "ass" che vuol dire "sedere". Gli editori decisero allora di cambiare quella parola, che in fondo era solo uno "slang" usato in Louisiana, in Jazz. Sono trascorsi novant’anni dalla prima incisione nella storia del genere, e da allora non c’è orchestra dixieland che non suoni i pezzi nati alla fine degli anni ’10, dalla tromba del leggendario italoamericano Nick La Rocca.
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