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Intervistando 

 

Rubrica di approfondimento culturale

a cura di Nazario Tartaglione

 

 

Alfredo Fania, un uomo in Swing.

Di Nazario Tartaglione

Camminare per le vie della nostra terra e immaginarsi tra quelle di New York, respirando l’aria fumosa e leggera dei locali swing, formare una Big Band come quelle in voga negli anni ‘30, prima che la guerra facesse chiudere le sale da ballo americane, tra cui  il mitico Cotton Club, per dare il via ai  Jazz Clubs,   suonare  inseguendo le note di  Count Basie, Benny Carter e  quelle della scuola italiana di  Alberto Rabagliati e  Natalino Otto, fino ad inciampare nei passi da “gangester dal  cuore buono”  di  Fred Buscaglione, per far risuonare lo swing nelle sue vene,  nelle strade e per le piazze,  è  questa la magia  che sostiene il respiro delle  note di Alfredo Fania, in arte Freddy B. Inizia a studiare musica nel 1980, iscrivendosi successivamente al Conservatorio  “Umberto Giordano” di Foggia e perfezionandosi presso il Conservatorio “E.R. Duni” di Matera, sotto la guida del Maestro D. Pasquino, e  si rivela da subito anche   un ottimo vocalist,  personaggio spontaneo e seduttivo, in grado “reggere” il  palco  e di interpretare  brani celebri del genere, con atmosfere retrò  anni ‘50, ’60, come quelli del mitico “The Clan”: Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis Jr., portandoli in giro su prestigiosi palchi locali e nazionali. Fondatore e  leader del gruppo Buskaglia Swing Band, insieme a Giovanni Cafaro : (Sax Tenor), Dino Basile (Piano/Tastiere/Voce) e Gigi Lo Russo (Drums/ Voce), il musicista resta da sempre fedele al sound americano,  ricordando  che  una delle caratteristiche dello swing è che si lascia eseguire  sia da big band che da gruppi di  tre, quattro o cinque persone; questa possibilità espressiva darà vita a diverse aperture ed al filone denominato  Mainstream. Così, di concerto in concerto, di paese in paese, di palco in palco,  il  trombettista arriva ad annoverare oltre 2.000 esibizioni in ben venti anni di attività, anni in cui ha viaggiato per la penisola in lungo e in largo, ricalcando i passi dei suoi miti e ricevendo  premi e dovuti riconoscimenti, per una giovinezza ed una maturità spesi per la musica. Ma Alfredo non è certo tipo da rimpatriate e allora partecipa a prestigiose manifestazioni come l’ Umbria Jazz e  Jazz in Sardegna,  sempre segnando punto, tanto da essere invitato a programmi televisi nazionali quali “Uno Mattina” (Rai1), “Sereno Variabile” (Rai2), “In famiglia” (Rai2), “Piazza Italia” (Rai1) e  a collaborare con artisti di fama internazionale come Billy Preston e i Cimarosa. L’artista vero è sempre umile, dice il saggio e così il trombettista non si monta la testa, e al contrario continua a  raffinare la sua tecnica e le sue capacità espressive in una lunga gavetta che lo porterà per mare,  su navi da crociera, a intrattenere un pubblico raffinato ed esigente, con struggenti esecuzioni dal cuore nero intervallate da brani scanzonati, e che lo condurrà un pò per voglia e un pò per caso, insieme alla sua inseparabile tromba,  davanti al mare, sotto i tramonti incantati dei principali  villaggi turistici del bel paese,  rendendolo capo musico, sotto l’occhio attento di significative personalità dello spettacolo nazionale. Ma gli anni passano ed i Buskaglia non possono bastare alle note che vibrano nel petto dell’artista, lui ha bisogno di qualcosa di più, ha bisogno di accendere il suo sogno e di farlo volare finalmente,  così si butta in un’impresa difficile ma entusiasmante,  la creazione di una vera e propria orchestra, simile a quelle che spopolavano negli Stati Uniti d‘America, e che hanno fatto ballare intere generazioni nei grandi anni ‘30 e ’40, quando era lo swing a segnare le danze,  fondando la  NIGHT and DAY Big Band, con la quale potrà scivolare nei panni di  Ellington, Basie,  Fletcher Henderson, Benny Goodman, Jimmy Dorsey, Tommy Dorsey, Glenn Miller, Woody Herman e Artie Shaw, e capire che cosa avevano provato loro, immersi nei fiati  ruggenti ed affamati di una vera orchestra,  giungendo allora a perfezionare l’esecuzione dei   maggiori successi dell’indimenticabile “The Voice” e delle arie  distese  del dopoguerra, quelle del rhythm‘n Blues di Wilsonn Piket, del jazz di Louis Armostrong e delle ironiche melodie  dell’indimenticato  Fred Buscaglione. “La NIGHT and DAY Big Band   conta un organico di circa 20 elementi e propone un sound particolare”, specifica l’artista, che facendo a meno degli archi da voce agli ottoni, lasciando spazio al virtuosismo solistico e d’assieme, all’ improvvisazione e alla duttilità interpretativa, come è tipico del genere, e così realizzando  esecuzioni evocative e  di grande impatto, che hanno animato anche l’Omaggio a Frank Sinatra, serata tenutasi al Teatro Comunale di San Severo,  nel  febbraio scorso,  e che ha visto la partecipazione di note emittenti radiotelevisive, insieme a quella di un folto pubblico, attento ed appassionato, che ha sorretto ancora una volta i passi e le note del trombettista sanseverese. Un viaggio, quello di Fania, che continua e che lo  condurrà ancora sotto i cieli e sopra i palchi di mezza Italia, a suonare la sua musica, la sua croce e la sua delizia, quelle di un “Uomo in swing”.